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AAVV (ARTISTI VARI), Compilation DOPPIO CD MP3 AUDIO
“DAL PROFONDO”
LATLANTIDE (P) © 2009 - GIUCAR SERVICES



 

 

 

 

 

2006 Unicamista CD
Lilium / Venus

1. Intro
2. Nei tuoi occhi
3. Sulla sabbia
4. Mediterraneo
5. Migrante
6. Grida
7. Sur
8. Guerriglia cultivar
9. Teponaztle
10. Il giorno negato
11. Etxera
12. La tremendissima
13. Bring me back my radio (1977-2001)
Ascolta i brani su www.myspace.com/unicamista
oppure su www.lastfm.it
Acquista su iTune al costo di € 0,99

CD 2006
RE SKA Compilation

Mediterraneo

 

 

 

 

 

 

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22 Lug 2007 - Cascina Monluè - Patchanka Festival

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNICAMISTA LIVE!

by Alessandro Spinazzola

Milano. Giovedì 29 giugno 2006. Festa di Liberazione: allo Spazio Giovani (ma de che?..ndr) la Unicamista, il gruppo patchanka-ma-non-solo dalla numerosa e variopinta formazione.
Caso pressoché unico nella scaletta della festa di quest’anno, i nostri non dovranno condividere il palco con nessuno: e questo è senz’altro un bene, dato che il gruppo è famoso per non risparmiarsi una volta che ha ingranato.
Si comincia poco dopo le 22.30: altro caso raro in occasioni come questa, si sente benissimo, tutti gli strumenti e le voci sono chiare ed intellegibili, complimenti al fonico! I nostri attaccano con “Migrante”, dal sapore orientale e con subito percussioni e fiati in bella evidenza. Si nota subito che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare (vista l’alta concentrazione di musicisti sul palco), tutti e otto i componenti del gruppo (mancava il cantante) non hanno bisogno di molto tempo per scaldarsi; la sezione ritmica è un bel motorino, e macina i suoi tempi senza mai scomporsi. Si va avanti con “Sulla Sabbia”, “Il Giorno Negato”, “Mediterraneo” e “Le Vie Del Desiderio” (quest’ultima, insieme a “Come Un’Eco”, uno dei due pezzi – escluse le cover – non compresi nell’album d’esordio del gruppo, peraltro eseguito integralmente durante la serata), e finalmente il pubblico, complice la trascinante vitalità e l’entusiasmo trasmesso dal gruppo (in particolare Mila, per l’occasione solitaria ed efficace front-woman), e forse anche dalla birra e dalle altre sostanze che cominciano a fare effetto, comincia a muoversi e a ballare sulle saltellanti note reggae/ska di “Sur”. Un altro bel pezzo uptempo (“Etxera!”) ed anche il gruppo rifiata un po’ grazie al dub di “Guerriglia Cultivar”, il cui testo antiproibizionista non può che trovare terreno fertile tra il pubblico degli Unicamista. Il tempo di un inedito (“Tessera”, per la cronaca la n° 1816: a qualcuno fischieranno le orecchie… a proposito: come mai non è finita sul CD?) e di una cover (il tradizionale cubano “El Cuarto De Tula”, già immortalato dai gloriosi Superabuelos del Buena Vista Social Club) e la fine del set si avvicina, con “Nei Tuoi Occhi” e “Bring Me Back My Radio”, un potenziale singolo, su disco la cosa è ancora più evidente: peccato che non sia esattamente il brano che meglio rappresenta il gruppo, compito che viene senza dubbio assolto da uno dei numerosi bis, vale a dire “La Tremendissima” (‘esta es mi familia… Unicamista’). C’è ancora spazio per un paio di selezionatissime cover (“Revolution Rock” dei Clash, e “Billie’s Bounce” a firma Charlie Parker”) e di una jam finale, utile soprattuto per confermare quanto di buono questi tizi sappiano offrire anche dopo due ore buone di concerto, senza voler strafare a tutti i costi.
Alla fine della serata resta un senso di soddisfazione, tipico di quando si ascolta qualcuno che, al di là dei gusti musicali di ognuno, crede in quello che fa, e davanti al pubblico fa trasparire in maniera palpabile sia l’impegno che la presenza alle spalle di un ‘progetto’ degno di questo nome. Quando si affrontano repertori e stili musicali così lontani dalle italiche radici musicali, il rischio più evidente è quello di scadere nella parodia involontaria: questi ragazzi non solo ne restano abbondantemente alla larga, ma padroneggiano i vari stili così disinvoltamente da potersi permettere ogni tanto anche un filo di autoironia (che non guasta mai, specie quando la musica che si suona è destinata al corpo, oltreché alla mente). Sarebbe bello rivedere gli Unicamista all’opera in un contesto un po’ più “sbracato”, dove sembra che rendano al meglio: dopo il battesimo del fuoco su tram e furgoni scoperti (vedi sezione foto ..ndwm), li vogliamo alla prova sull’acqua (barconi, traghetti ecc.): di sicuro il reggae si addice al ritmo naturale delle onde!…

 

 

 

 

 

 

 

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